Presentazione della Consulta delle Associazioni e dell’evento PonteLindo

Presentazione della Consulta delle Associazioni e dell’evento PonteLindo

consulta Ponte Felcino

Conferenza stampa

Martedì 10 aprile 2018  Sala fiume di palazzo Donini

Presentazione

Iniziativa “Giornata ecologica e presentazione della Consulta Ponte Felcino.

a cura di Pasquale Caracciolo

Portavoce e Coordinatore della Consulta

E’ per noi oggi una grande soddisfazione presentare la Consulta Ponte Felcino, nata l’8 gennaio scorso con la sottoscrizione dell’Atto costitutivo da parte delle istituzioni scolastiche e religiose e di gran parte delle associazioni presenti sul territorio.

Era una esigenza avvertita da tempo. L’idea della Consulta era stata lanciata in occasione della Festa “La Felciniana” del giugno 2017.

Erano diversi coloro che esprimevano il desiderio di superare ogni frammentarietà e mettere insieme le varie realtà operanti in campo culturale, sportivo, ricreativo, commerciale e lavorativo, per migliorare la qualità delle relazioni sociali e la reciproca conoscenza.

Ci siamo ritrovati in un primo colloquio il 3 novembre scorso. Ci siamo sentiti subito a nostro agio, sperimentando l’incontro, l’ascolto aperto sulle varie problematiche. Scoprendo con interesse che le varie argomentazioni emerse spesso erano complementari e convergenti.

Nel giro di poche settimane sono stati compiuti innegabili passi in avanti verso una condivisione di obiettivi che sono stati fissati nell’Atto costitutivo del gennaio scorso.

Obiettivi della Consulta

Il nostro primo obiettivo è quello di conoscere meglio, favorire, raccordare e sostenere le attività delle associazioni aderenti alla Consulta.

La Consulta vuole essere uno strumento, un luogo ove le diverse realtà associative e gli stessi singoli cittadini possono partecipare e cooperare al miglioramento della vita pubblica.

Ritrovare questo spirito di cooperazione oggi è particolarmente urgente.

Lo tocchiamo con mano: nessuno è più è in grado da solo di risolvere i problemi, neanche i propri. Purtroppo una certa cultura prevalente ci ha abituati a pensarci come individui, come un universo che contiene già tutto il necessario. Ma non è così e il rischio è di rimanere soli.

La strada per uscire da questo vicolo cieco c’è: riscoprire il valore del Bene comune. Un valore oggi in crisi. Crisi del pensare e dell’agire insieme. Occorre ritrovare invece il gusto del bene della Comunità che è possibile raggiungerlo, accrescerlo, custodirlo soltanto mettendosi insieme..

Il secondo obiettivo è promuovere il dialogo, l’integrazione, ancor più l’interazione tra le persone e le famiglie.

La nostra realtà di Ponte Felcino è complessa. La globalizzazione ha toccato il nostro quartiere, i nostri rioni, ha aperto infinite porte, pretende risposte che non possono essere rimandate.

In questo tempo di grande mobilità dei popoli e delle persone siamo sollecitati a promuovere l’incontro e l’accoglienza vera tra le persone e le famiglie provenienti da culture e religioni diverse.

Non solo tra italiani e stranieri ma anche tra gli stessi stranieri. Occorre la capacità di gestire la compresenza di culture ed espressioni religiose diverse. Le questioni da affrontare non sono solo quelle legate all’Ostello “Villa Giardino” che attualmente ospita provvisoriamente 50 – 60 giovani profughi e richiedenti asilo, ma principalmente quelle riguardanti i 2000 stranieri residenti a Ponte Felcino su una popolazione complessiva di 8000 abitanti. Non si può più percorrere vie di buon vicinato per incrociarsi per caso o addirittura senza mai incontrarsi.

La buona notizia è che alla Consulta hanno aderito e svolgono un ruolo attivo tutte le associazioni di cittadini stranieri residenti.

La Consulta avrà, quindi, il compito di sviluppare questa riflessione, di promuovere un’opera culturale ed educativa che aiuti a superare paure, pregiudizi e diffidenze, di favorire la mutua conoscenza, il dialogo e la collaborazione. Senza illudersi che le problematiche in atto possano essere sbrigativamente risolte, mentre necessitano di un faticoso e paziente lavoro comune.

Il terzo obiettivo sono i nostri figli.

Il nostro pensiero va in particolare ai minori e ai giovani. Molti di loro manifestano un profondo disagio di fronte a una vita priva di valore e di ideali. Tutto diventa provvisorio, sempre revocabile. Ciò produce sofferenza interiore, solitudine, chiusura, omologazione di gruppo, paura del futuro e può condurre all’esercizio sfrenato della libertà.

Eppure è presente nei giovani una grande domanda di senso che spesso rimane inespressa. V’è esigenza di esperienze di condivisione nei gruppi parrocchiali, negli scout, nelle associazioni, nei servizi di ambito civile. Esperienze che sono decisive per l’elaborazione di un orientamento esistenziale che guardi con coraggio e fiducia al futuro.

Occorre un Patto educativo, una riflessione comune su quale sia l’offerta formativa rivolta ai minori e ai giovani che in numero consistente sono di nazionalità straniera, su quali siano i luoghi loro riservati per l’incontro.

Un Patto che coinvolga non solo i genitori e gli insegnanti, ma anche la Parrocchia e le associazioni specie quelle sportive, del divertimento e del tempo libero, che non possono essere lasciate da sole, magari a operare ciascuna per conto proprio; associazioni  che, se ben orientate ai sani valori umani, talvolta esercitano un’influenza maggiore di quella dei luoghi tradizionali preposti all’educazione.

Il quarto obiettivo è riscoprire l’antropologia dell’abitare

Dobbiamo far si che l’abitare ritorni ad essere quello del ritrovarsi nelle piazze, negli spazi comuni, nelle Aree Verdi che a Ponte Felcino sono un’eccellenza. Gli spazi comuni sono una componente anche simbolica importante. E lì che ci si riconosce. Lo attesta l’approccio che, a volte, viene fatto ai temi della sicurezza e del decoro urbano. Come se la sicurezza e il decoro fossero questioni di presenza o no della caserma dei carabinieri, oppure il non sporcare o non gettare i rifiuti, oppure i gesti di vandalismo e, qualche volta, gli episodi di spaccio o di violenza che hanno interessato il nostro quartiere.

Purtroppo fatti di questo genere hanno interessato qualche volta  la cronaca. Ma non se ne può più che si parli di Ponte Felcino solo quando accadono simili episodi.

E’ necessario, perciò, un approccio diverso sul tema della sicurezza. La sicurezza non può essere intesa solo individualmente. Una sicurezza che ha bisogno di muri, finestre blindate e sistemi di allarme. Quando ci si mette dietro i muri non si fa altro che alimentare la paura. La vera sicurezza è libertà condivisa che libera energie, che ravviva gli spazi e li rende più sicuri.

Gli spazi vuoti e mai frequentati sono occupati da altri, quasi sempre malintenzionati e poco raccomandabili. La vera questione è riappropriarci degli spazi, delle aree, dei rioni, del quartiere. Dobbiamo riaffollare i nostri spazi. Essi non appartengono solo alle automobili.

Il quinto obiettivo è la rappresentanza unitaria

La Consulta vuole essere luogo e strumento di cittadinanza attiva ed effettiva e si prefigge di assicurare una rappresentanza unitaria rispetto alle Istituzioni sociali e amministrative.

Affinché i cittadini possano contare nelle scelte e negli indirizzi della vita comunitaria, possano avere la possibilità reale di esercitare un controllo sociale, di avanzare proposte, formulare pareri, acquisire correttamente le informazioni.

Occorre ricostruire su basi nuove il rapporto tra le istituzioni pubbliche e la gente, tra le strutture di governo, specie quelle locali, e la società viva. La sfasatura esistente è sempre più ampia e preoccupante. La gente reale si sente sempre meno rappresentata, sempre meno interpretata. E si disaffeziona, se non addirittura cova rancore.

Abbiamo capito che non possiamo tenerci in disparte. Sviluppando magari per conto proprio un prezioso volontariato in campo sociale e lasciando la Proloco a sbrigarsela da sola.

Oggi non si possono più dare deleghe in bianco ed è necessario che la società civile si riappropri della propria soggettività, che sviluppi una sana politica dal basso.

Si potrebbe pensare che si voglia caricare la Consulta di significati troppo alti. Ma in ogni cosa c’è un minimo e un massimo e noi, con la buona volontà di tutti,  ci prefiggiamo di puntare in alto. Consapevoli che Ponte Felcino non crescerà se non insieme.

Se vogliamo, ce la possiamo fare. Ponte Felcino è dotato di grandi risorse, spesso sottovalutate: le sue istituzioni scolastiche e religiose, le imprese, la Proloco, le associazioni, la gente animata da buona volontà disposta gratuitamente ad impegnarsi per lo sviluppo del territorio.

Vogliamo impegnarci. Vogliamo farlo insieme.